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Criticità “Didattica a distanza”

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Dalle sigle sindacali riceviamo questo comunicato che pubblichiamo.

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Con riferimento alla Nota 30 marzo 2020 trasmessa dalle scriventi Oo.Ss., a seguito delle segnalazioni ricevute si rende necessario ricordare quanto segue.

Con la sospensione straordinaria delle attività didattiche in presenza la DaD è stata assunta come strumento inedito per proseguire una relazione con gli studenti/alunni “al di fuori della logica dell’adempimento e della quantificazione” per “mantenere viva la comunità di classe, di scuola e il senso di appartenenza, combattere il rischio di isolamento e di demotivazione” come ricordato nella Nota MI 388.

Da subito e senza alcuna esperienza pregressa il personale docente si è adoperato a tal fine, anche rimodulando e riprogettando in modalità a distanza le attività didattiche abituali con notevole impegno di tempo e di energie e, precisiamo, solo ed esclusivamente per etica professionale non sussistendo ancora alcun obbligo normativo.

Avevamo già sottolineato che non si poteva fare in alcun modo riferimento né a un orario di insegnamento consolidato né ad adempimenti legati all’attività in presenza anche tenuto conto della presenza nelle abitazioni dei docenti di figli minori e familiari, a volte loro stessi portatori di handicap, che non poteva porre il docente nella stessa disponibilità della prestazione a scuola.

Sarebbe stata quindi opportuna da parte dei Dirigenti Scolasti una regia tesa a snellire procedure e adempimenti burocratici, a esortare “la trasmissione ragionata di materiali didattici” non nella quantità ma nella qualità, a indicare percorsi alleggeriti perchè comprensivi di numerose attività propedeutiche e di restituzione.

Pervengono invece a queste Oo.Ss. diverse segnalazioni di modalità, approcci e richieste, a volte anche pressanti, che quando non risultano illegittime appaiono quantomeno inopportune, nonostante il DL 8 marzo raccomandasse di ridurre “allo stretto necessario gli incontri organizzati in via telematica, al fine di lasciare ai docenti il maggior tempo possibile per lo sviluppo della didattica a distanza.”

Sono segnalate e documentate:

  • eccesso di attività programmate che non tengono conto dell’effettivo tempo richiesto, producendo ai docenti un onere ben superiore alla norma e considerato che le nuove modalità di predisposizione dei materiali, di correzione individuale di compiti che prima avvenivano in modo collettivo, assorbono ore aggiuntive di impegno in particolare per chi ha più classi.
  • prassi di riunioni collegiali in contesti nei quali non è garantita la partecipazione diretta con emissione di delibere senza che sia stata comprovata la validità formale,
  • modifiche agli adattamenti dei calendari precedentemente deliberati e/o riduzione della naturale sospensione delle attività nella settimana di Pasqua e/o programmazione di riunioni in giornate comprese tra il 9 e il 14 aprile 2020,
  • richieste inopportune di controllo delle lezioni con inserimento del dirigente scolastico nel team classe disposizioni in merito alla consegna di dispositivi,
  • convocazioni, talvolta serali e notturne, di incontri collegiali già per il giorno seguente, o comunque prive di adeguato preavviso
  • programmazioni di incontri scuola/famiglia in remoto,
  • richieste di una totale rielaborazione della programmazione,
  • richieste di stringenti rilevazioni e rendicontazioni delle attività svolte delle lezioni con interventi sui contenuti e sulle valutazioni,
  • richieste di riprodurre il normale orario scolastico giornaliero non tenendo conto delle flessibilità, come chiarito nella Nota ministeriale 388,
  • variazione delle piattaforme già attive con altre non in uso, creando oggettive difficoltà a docenti e studenti e senza la dovuta verifica sulle loro funzionalità. Per quanto sopra espresso ed elencato le scriventi Oo.Ss. CHIEDONO ALLE SS.VV. di tener vivo il senso di comunità educante che mai come in questa circostanza si è contraddistinta per impegno e professionalità che richiedono rispetto e fiducia.