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Biografia Manuela Masi

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Manuela Masi

Manuela Masi, nata nel 1952 nel Comune di Impruneta a Fonte Seconda, non lontano da quel piccolo borgo di Grassina chiamato Bubè, nel quale la sua famiglia si trasferì subito dopo la sua nascita e dove è deceduta il 1° Settembre 1979.
Manuela, non visse un’infanzia come tutti i coetanei perché i suoi genitori, accentuati dalla loro personalità e coerenza, mettevano in pratica quei valori di democrazia e solidarietà per i quali ricevevano testimonianze di stima e di amicizia da ben oltre i confini del loro piccolo borgo. Il padre Aldo era stato un partigiano ed aveva mantenuti intatti i valori di quella scelta.
Nella zona rappresentava un sicuro punto di riferimento e molti si fermavano a casa Masi perché erano sicuri di poter contare su Wanda e Aldo per qualunque aiuto. Altri si fermavano anche solo per salutare, fare quattro chiacchere prima di ripartire a piedi verso gli altri borghetti sparsi per le colline vicine. Insomma in casa Masi non si era mai soli, come usa dire Wanda. Manuela è quindi vissuta in questo determinante contesto di valori anche se la sua infanzia segui per il resto consuetudini consolidate della nostra realtà sociale. Così frequentò l’asilo dalle suore del Sacro Cuore in via Costa al Rosso, frequentò le elementari alla Marconi di via Tegolaia e dopo aver ultimato la scuola media, scelse di frequentare il Liceo Classico di Badia a Ripoli, nel quale insegnavano le locali Suore dell’Immacolata. Già dal ginnasio dimostrò una particolare vocazione per le materie umanistiche riscuotendo subito l’apprezzamento delle insegnanti più attente, anche se gli argomenti che trattava talvolta si scontravano con la loro fede. Tuttavia, alcune di loro, anche dopo il Liceo, continuarono a coltivare i rapporti con Manuela, fino al giorno della sua scomparsa affascinate dalla sua rara comunicativa e capacità di saper ascoltare qualsiasi interlocutore.
Doti che Manuela aveva evidentemente ereditato nel suo “umus” familiare così socializzante ed aperto a tutti. A forza di ascoltare gli altri ed i loro problemi fin da piccola, a 16 anni si era già fatta un’idea precisa di quello che erano la vita e la nostra società.